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| Mostre Passate |
| CLEMENTINE CHAN (2010) |
| LA GUGGENHEIM E IL SUO AFFETTO PER GLI ARTISTI ITALIANI DEL SUO TEMPO (2009-2010) |
| HAKKON GULLVAAG.MURO DI BERLINO MEMORIE (2009) |
| FELIPE HODGSON (2009) |
| FOUR INTERNATIONAL WOMEN ARTISTS (2009) |
| ALIREZA RAJAIEH (2009) |
| MARIA GORTON (2009) |
| PICCHIO DIETER SPECHT (2008) |
| MARCELLO AVENALI (2008) |
| YOU SUN YUN (2008) |
| TERESA PICORNELL (2008) |
| MARK KOSTABI (2008) |
| SIGA E VINCENSINI (2008) |
| SOSHANA (2008) |
| PHILIPPE RINGLET (2008) |
| HAAKON GULLVAAG (2007) |
| FELIPE HODGSON (2007) |
| DOMENICO COLANTONI (2007) |
| FELLINI LA PITTURA E GLI ARTISTI CHE AMAVA (2007) |
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| mostra personale di |
| Clementine Chan |
Symphony of colours
Con il Patrocinio dell'Ufficio Culturale dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia |
| a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli |
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La Galleria Tondinelli in occasione del 2010 anno della Cina in Italia, presenta dall’11 marzo al 2 aprile 2010 la mostra personale dell’artista cinese Clementine Chan, dal titolo Symphony of colours a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli.
Clementine Chan è nata a Hong Kong dove vive e lavora. Ha studiato pittura e disegno, con il rinomato Maestro Cinese Alan Lau Chung Hang.
In mostra l’artista presenterà circa 20 lavori, appartenenti alla sua ultima ricerca pittorica.
I dipinti di Chan offrono un angolo quieto per la meditazione, l’osservatore guardando i suoi dipinti, può ammirare la bellezza della natura, il cielo, il sole, il chiaro di luna, le nubi e le stelle, così come il passare delle stagioni. Clementine Chan trasmette nei suoi lavori la solitudine dell’esistenza umana in un modo accessibile ed efficace attraverso le piccole figure allungate che hanno come compagno le loro ombre stagliate in panorami enormi, in equilibrio tra forza del colore e delicatezza della composizione.
Le opere di Chan ricordano la storia de “Il piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, incantevole ma solitario, che come in una fiaba ricreano un ambiente trasognato, misterioso e complicato con un senso della malinconia universale.
Tra le ultime mostre di Clementine Chan ricordiamo:
Central Plaza and Olympian City, Hong Kong; Fantasia in Hong Kong City; Art Museum in Chianciano Terme, Italy; Osage Soho, Hong Kong; Fortezza da Basso, Firenze, Italy; UMA Gallery Hong Kong; Taikoo Place, Hong Kong; Galleria Tondinelli, Roma, Italy
Tra le ultime pubblicazioni e produzioni teatrali:
Hansel and Gretel, per Jean M. Wong School of Ballet, Hong Kong
Prince Frog, per Jean M. Wong School of Ballet, Hong Kong
Copertina per MUSE Arts magazine, Hong Kong
Illustrazioni per The Wizard of Oz, per Jean M. Wong School of Ballet, Hong Kong
Children’s Prayers, una commedia danzante per Dance Art, presentata da LCSD
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Inaugurazione: giovedì 11 marzo 2010 ore 18.30 e fino alle 21.00
Sede: Galleria Tondinelli
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel: 06 4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 11 marzo- 2 aprile 2010
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel 06 4744300-Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 09.30 alle 11.30 e dalle 16.30 alle 19.30. |
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| mostra personale di |
La Guggenheim e il suo affetto
per gli artisti italiani del suo tempo |
| Omaggio a 30 anni dalla scomparsa della celebre collezionista americana |
| a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli |
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La Galleria Tondinelli presenta, con il Patrocinio di Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, Consiglio Regionale del Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Natale Roma 2009, dal 21 dicembre 2009 al 26 gennaio 2010 la mostra La Guggenheim e il suo affetto per gli artisti italiani del suo tempo. Omaggio a 30 anni dalla scomparsa della celebre collezionista americana a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli.
Con opere di: Carla Accardi · Afro · Edmondo Bacci · Fabrizio Clerici · Giorgio De Chrico · Piero Dorazio · Lucio Fontana · Bice Lazzari · Mirko · Costantino Nivola · Gastone Novelli · Armando Pizzinato Arnaldo Pomodoro · Giuseppe Santomaso · Toti Scialoja · Mario Sironi · Emilio Vedova.
«La mostra vuole essere un omaggio alla collezionista Peggy Guggenheim conosciuta in tutto il mondo, che ha sostenuto le avanguardie artistiche internazionali, attraverso le opere degli artisti italiani che più ha stimato. Cerca di proteggere l’arte del tuo tempo.
Poche, semplici parole riempiono la prima pagina di un diario ritrovato in un piccolo scrigno dopo il naufragio del celebre Titanic. Due iniziali sono incise con maestria: P.G. Suo papà, Benjamin, durante la notte del naufragio, di ritorno negli Stati Uniti, perde eroicamente la vita lasciando alla piccola Peggy un monito che le segnerà il destino. Messaggio che supera il tempo e che trova corrispondenze tra vari appassionati ed esperti d’arte [….] Mi sono sempre sorpresa della continua ricerca di Peggy Guggenheim di nuovi talenti e nuovi artisti emergenti e ho ammirato il suo spirito di collezionista e mecenate, questo pensiero mi ha catturato a tal punto da dedicarLe questa mostra» (Floriana Tondinelli). « [….] Peggy era una mecenate, come lo era l’uomo che ha dato origine a questa parola, quel Gaio Cilnio Mecenate, che proteggeva Orazio e altri poeti latini. Peggy era anche, o lo era diventata talent-scout: scopriva gli artisti, li finanziava, ne comprava le opere, organizzava mostre per loro, li rendeva noti o famosi [….] Peggy Guggenheim è stregata da Venezia, dove era stata la prima volta durante la luna di miele con Laurence Vial, il suo primo marito. Era da un pezzo che sognava di vivere nella città lagunare e verso la fine degli anni Cinquanta realizza il suo sogno, potandovi la sua collezione e installandosi poi a Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande. I primi artisti italiani che vi conosce sono Vedova e Santomaso, ai quali
seguono Consagra, Mirko, Viani, Marino Marini, Crippa, Dova, Tancredi e Edmondo Bacci. Verso questi ultimi due è particolarmente generosa. [….] Per diversi anni Tancredi lavorò in cantina, e fu un gran sollievo quando se ne andò. Per un certo periodo i suoi quadri furono venduti nella stanza che prima serviva da lavanderia...; Il mio secondo protetto fu Edmondo Bacci, un pittore molto lirico, sulla quarantina, le cui opere erano ispirate a Kandinsky. Viveva in modo molto organizzato e con lui tutto procedeva tranquillamente con successo, al contrario di Tancredi [….] Bacci e Tancredi erano i due pittori italiani le cui opere mi piacevano di più diceva Peggy Guggenheim tanto che ne avevo la casa piena, ma ammiro anche il lavoro di Vedova del quale ho due quadri”.
Gli artisti italiani con i quali ebbe rapporti sono molto più numerosi di quelli che Peggy cita nella sua autobiografia. Quasi sicuramente ebbe rapporti, brevi o lunghi, con quelli le cui opere figurano nella sua collezione e che sono Giorgio De Chrico con il quale inaugura la galleria “Art of this Century” con sedici tele metafisiche, Bacci, Dorazio, Afro, Clerici, Sironi, Fontana, Scialoja, Mirko, Arnaldo Pomodoro, Fontana, Nivola, Santomaso, Vedova, Carla Accardi, Gastone Novelli, Costantino Nivola, Bice Lazzari, Armando Pizzinato. [….] Arnaldo Pomodoro ricorda che nei primi anni Cinquanta Peggy acquistò alla Biennale di Venezia una sua scultura.
Peggy Guggenheim Nata nel I898 da una ricchissima famiglia di industriali ebrei americani di origine elevetica, nel I9I9 viene in possesso della sua eredità, abbandona gli studi (leggeva i testi di
Berenson e amava gli artisti del Rinascimento, soprattutto i veneziani) e parte per l’Europa, sulla scia degli scrittori e artisti americani che negli Venti approdavano nel vecchio continente e specialmente a Parigi in cerca di successo, ma che erano diventati quella che Gertrude Stein chiamava la “generazione perduta”. Ma Peggy non si perde, ad onta delle difficoltà che incontrerà sulla sua strada. All’inizio del ’39 apre una galleria a Londra e grazie a Marcel Duchamp si converte all’arte moderna inaugurandola con una mostra di Kandinsky, il creatore dell’arte astratta.
Incomincia a comprare opere di arte moderna. Verso la fine di quell’anno progetta di aprire nella capitale inglese un museo, ma quando tutto è pronto o quasi pronto, il vecchio continente è sul punto di esplodere. Da Londra si sposta a Parigi, dove continua ad acquistare opere d’arte moderna, fra cui lo Bird in space di Brancusi, prende in affitto una galleria in Place Vendome, ma i tedeschi si vanno avvicinando alla città per metterla a ferro e fuoco. Porta la collezione al Museo di Grenoble ma non può esporvela per il timore di rappresaglie da parte del regime di Vichy.
Assalita da un attacco di spleen, nel ‘4I torna a New York, dove, con l’aiuto di Duchamp, Ernst e Breton, può realizzare finalmente i suoi progetti. Apre una galleria dal nome pomposo,”Art of this Century”, ma che si riempie ben presto dei più interessanti artisti del momento. La inaugura con ben sedici tele metafisiche di de Chirico, cui fanno seguito mostre di Pollock, Baziotes, Motherwell, dei surrealisti americani e degli espressionisti astratti, Gorky, De Kooning, Rothko e molti altri.
John Galbraith, richiesto di dire dove avrebbe voluto trascorrere il post-mortem, aveva risposto:..”Non mi dispiacerebbe di trascorrerlo a Venezia”. Peggy Guggenheim, spentasi il 23 dicembre del I979, l’aveva preceduto, andando a fare compagnia a Diaghilev e A Stravinsky» (Costanzo Costantini).
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Inaugurazione: lunedì 21 dicembre 2009 ore 18.30 e fino alle 21.00
Sede: Galleria Tondinelli
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel: 06 4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 21 dicembre 2009- 26 gennaio 2010
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel 06 4744300-Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 16.30 alle 19.30
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| mostra personale di |
| HAAKON GULLVAAG |
| Muro di Berlino. Memorie |
| a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli |
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La Galleria Tondinelli presenta dal 9 novembre al 4 dicembre 2009 la mostra personale del Maestro Norvegese Haakon Gullvaag, dal titolo Muro di Berlino. Memorie Il Muro ieri a Berlino oggi in Ramallah a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli, la mostra ha il Patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia in Italia e il Patrocinio del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione a tale proposito l’esposizione è inserita tra gli eventi che si svolgeranno nella città di Roma per l’anniversario giunto al Ventesimo Anno dalla caduta de “Il Muro di Berlino”. In mostra saranno presenti 24 lavori sul tema del “Muro di Berlino”, Gullvaag sin da ragazzo fu fortemente coinvolto da questo tema così come dalla caduta del Muro di Berlino, ancora conserva un mattone del “Muro di Berlino” come un pezzo di storia a cui tutti noi abbiamo assistito, da lui considerato un simbolo contro una condizione di violenza cieca e crudele, che oggi travalica quella determinata vicenda storica, per adombrare la non meno cieca e crudele violazione della libertà e violenza appartenente ai conflitti dei nostri giorni. Un muro che ieri era a Berlino oggi è in Ramallah, Gullvaag attraverso la sua arte porta un messaggio contro ogni tipo di violazione della libertà contro ogni tipo di muro sia ideologico che reale.
Quegli gnomi in mimetica ed elmetto, armati di mitra; quei coboldi rivestiti di minuscole quanto impeccabili armature d’acciaio o di cappotti militari, che gremiscono le opere di Gullvaag, costituiscono, una testimonianza evidente e dichiarata.
A partire dal marzo 2006 in occasione della mostra al Teatro Argentina in Roma Haakon Gullvaag ha iniziato ad esporre in Italia. Successivamente a Palazzo Chigi in Ariccia nel giugno 2006.
Dal 7 al 30 novembre 2007 in occasione della rappresentazione del Peer Gynt al Teatro dell’Opera di Roma è stata presentata al pubblico una serie di opere di Haakon Gullvaag sul Peer Gynt di Ibsen contemporaneamente alla mostra personale svoltasi presso la Galleria Tondinelli di Roma.
Tra gli eventi più significativi della sua carriera artistica, Haakon Gullvaag ha ricevuto il prestigioso incarico di eseguire i ritratti a figura piena del Re Harald V di Norvegia e della Regina Sonja di Norvegia per il Municipio di Oslo, il Palazzo Reale e l'Ambasciata di Norvegia a Londra.
Le sue opere sono presenti nelle seguenti collezioni:
The National Gallery, Oslo; National Museum of Art, Architecture and Design; Art Council of Norway; H.M. Queen Sonja’s Art Collection; Bergen Gallery of Art; Art Museum of Northern Norway; Trondheim Art Museum; Rogaland Art Museum; Lillehammer Art Museum; City of Oslo Art Collection; Art Museum of Southern Norway; Skien Art Gallery; Ministry of Foreign Affairs, Norway.
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Inaugurazione: lunedì 9 novembre 2009 ore 18.30 e fino alle 21.00
Sede: Galleria Tondinelli
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel: 06 4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 9 novembre- 4 dicembre 2009
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel 06 4744300-Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 16.30 alle 19.30 |
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| mostra personale di |
| FELIPE HODGSON |
| La sua pelle morbida |
| a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli |
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La Galleria Tondinelli presenta dal 14 al 30 ottobre 2009 la mostra personale di Felipe Hodgson, artista spagnolo operante a Santa Cruz- Tenerife dal titolo “La sua pelle morbida” a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli con un testo di Francisco Aznar.
« Felipe Hodgson ci regala in questa mostra una parte di se stesso, nella sua interezza e senza riserve. Qui, l’essere del Felipe artista, riposa nella stessa pelle delle sue pitture e il suo animo si confonde con la vita che in loro si indovina.
Non è solito che l’opera di un artista sia tanto strettamente legata alla percezione che egli ha del mondo. Tutta l’opera di Felipe Hodgson, ogni passo che compone il suo lungo cammino, afferma l’esperienza personale della realtà, così come la sua continua ed ininterrotta discussione con essa nel quotidiano. Ostinatamente assume la sfida di confrontare la sua identità personale con la realtà, è nella differenza e differenziazione che si afferma la sua identità. L’essenza della sua opera è situata più nell’analisi delle strutture e delle relazioni che nel mero carattere oggettivo delle stesse. Ciascuna opera trova il suo senso sia nei momenti di tensione, nella posizione degli elementi costitutivi e delle mutue articolazioni, come nel vincolo ad un contesto marcatamente lirico e spirituale. [….]
Ciò che Felipe Hodgson ci propone, è essenzialmente la testimonianza, in distinti frammenti, dell’intima emozione di qualcuno disposto sempre a materializzare il frutto del confronto che c’è in lui, tra il concettuale, sensoriale e intuitivo, evidenziando così una dinamica prassiologica basata nel principio del “pensiero- azione”. Si può dire che l’opera di Felipe contiene dalle sue origini gli stessi elementi caratteristici, che si incontrano strutturati durante tutto il cammino del suo lavoro creativo, in combinazioni fluttuanti e divergenti, tanto nel piano formale così come in quello artistico. Caratteristica questa che sostiene e definisce pertinenza artistica e che condiziona la concezione atemporale di questa esposizione»
(Francisco Aznar).
Inaugurazione: mercoledì 14 ottobre 2009 ore 18.30-21.00
Sede: Galleria Tondinelli- Complesso Monumentale di San Carlino
alle Quattro Fontane - Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel: 06 4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 14-30 ottobre 2009
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel 06 4744300-Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 19.30 |
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| mostra personale di |
| FOUR INTERNATIONAL WOMEN ARTISTS |
Clementine CHAN · Lene HOLSTAD ·
Sungeun PARK · Teresa PICORNELL |
| a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli |
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La Galleria Tondinelli presenta dal 16 settembre al 7 ottobre 2009 in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa dalla AMACI, L’Associazione Nazionale dei Musei di Arte Contemporanea d’Italia, la mostra collettiva FOUR INTERNATIONAL WOMEN ARTISTS con opere di Clementine Chan (Cina), Lene Holstad (Norvegia), Sungeun Park (Corea Del Sud), Teresa Picornell (Spagna) a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli. L’esposizione vuole porre a confronto quattro artiste internazionali donne che operano in realtà culturali diverse tra loro ma con una base in comune, la passione per l’arte, per la ricerca e per le sperimentazioni nell’ambito della pittura.
Clementine Chan (Cina), nella pittura di Clementine Chan è ben rappresentato il dialogo continuo fra uomo e ambiente, fra bellezza e natura, in cui trovano spazio i temi preferiti dall'artista - il Viaggio, la Natura, il Pensiero, il Tempo. L’artista predilige per i suoi soggetti forme pure, colori vibranti, accesi da una luce cangiante che invade le sue opere. L’atmosfera è pacata e silenziosa, ma è un silenzio che fa rumore - la voce del silenzio - l’opera è pervasa da un senso profondo di sospensione e di mistero.
Lene Holstad (Norvegia), nelle opere di Lene Holstad l’aspetto emozionale della realizzazione è molto importante l’artista esegue i suoi lavori in diverse tappe impiegando mesi per portarle a termine. Questo perché in diversi momenti le emozioni che vivono il nostro quotidiano cambiano e solo quando l’artista decide che l’opera è compiuta attraverso questi passaggi dell’anima, la termina. I temi sono l’Amore, i Sentimenti, il Rapporto Uomo Donna. Le sue opere evocano bagliori, immagini, luci.
Sungeun Park (Corea Del Sud), come nella migliore arte orientale pensiamo ad esempio all’influenza dell’Arte Cinese nell’Arte Coreana le opere di Sungeun Park ci presentano un mondo naturale interpretato dall’artista con una tecnica minuziosa e preziosa, attenta ai dettagli. Il soggetto principale nell’opera di Sungeun Park il Volo dell’Airone. Una sorta di “Albatros” contemporaneo che si staglia come protagonista assoluto nell’opera dell’artista e porta lo spettatore a guardare dall’alto il nostro mondo.
Teresa Picornell (Spagna), le opere di Teresa Picornell vogliono comunicarci un racconto un ponte tra passato e presente. L’artista che espone per la terza volta in Italia sperimenta in questo ultimo ciclo di lavori un nuovo supporto, la tela di lino ricavata da antiche e preziose lenzuola. Ogni lavoro è un racconto di un vissuto intarsiato di ricami. L’artista esprime il suo mondo interiore legato al vissuto di storie passate riportate ai nostri giorni e interpretate dall’artista attraverso questo strumento straordinario che è la pittura.
Inaugurazione: mercoledì 16 settembre 2009 ore 19.00-21.00
Sede: Galleria Tondinelli
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel: 06 4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 16 settembre-7 ottobre 2009
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel 06 4744300
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00 · sabato 3 ottobre 2009 apertura straordinaria per la Giornata del Contemporaneo promossa dalla AMACI . |
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| mostra personale di |
| ALIREZA RAJAIEH |
| “Bagliori dal Medio Oriente. Iran di oggi nelle fotografie di Alireza Rajaieh” |
| a cura di Floriana Tondinelli e Costanzo Costantini |
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La Galleria Tondinelli presenta dal 1 al 15 luglio 2009 la mostra personale di Alireza Rajaieh dal titolo Bagliori dal Medio Oriente. Iran di oggi nelle fotografie di Alireza Rajaieh a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli. L’esposizione comprenderà 20 fotografie circa di recente produzione sul tema della natura, del paesaggio e dell’oggetto quotidiano. Il giovane fotografo Alireza Rajaieh che espone per la prima volta in Italia, mostrerà al pubblico una visione attuale dell’Iran di oggi attraverso le sue immagini.
La cultura iraniana ha radici antichissime e preziose, gli artisti iraniani che operano oggi si esprimono con un linguaggio avanzato nell’arte al passo con le più innovative tecniche contemporanee. Una di queste espressioni è l’opera del fotografo Alireza Rajaieh che coniuga nella sua opera passato, presente, futuro. Rajaieh attraverso l’obiettivo vuole esplorare nuove forme, cambiando angolo e prospettiva, creando qualcosa di nuovo che trasmetta allo spettatore diverse sensazioni, suscitando varie emozioni e sentimenti, sono dei dettagli di cristalli con luci e lavoro con colori durante la fotografia senza alcuna modifica digitale, l’artista insegue “L’arte di Vedere”, un vedere oltre, oltre l’apparenza, oltre la forma.
Alireza Rajaieh è nato in Iran nel 1972. Dal 2000 opera come fotografo indipendente con studio in Tehran. La sua esperienza professionale è maturata nella pubblicità, nell’industria, nel ritratto, nella moda, nell’architettura e nella fotografia di paesaggio.
Tra le mostre più recenti ricordiamo:
Niavaran Art Center, Tehran, Sooreh Gallery, Iranian Photo Expo,
Central Library of Isfahan
Inaugurazione: mercoledì 1 luglio 2009 ore 18.30-21.00
Sede: Galleria Tondinelli
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel: 06 4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 1-15 luglio 2009
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel 06 4744300
Orario: dal lunedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00 |
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| mostra personale di |
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| mostra personale di |
| MARIA GORTON |
| “The Sound of Ancient Blue” |
| a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli |
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La Galleria Tondinelli presenta dal 7 al 30 aprile 2009 la mostra personale dell’artista australiana Maria Gorton dal titolo The Sound of Ancient Blue a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli. Maria Gorton artista che espone per la prima volta in Italia presenterà in mostra la sua ultima produzione artistica legata al tema del paesaggio. I paesaggi, i volumi definiti da prospettive minime, sono allusioni sottili, stati di solitudini densi di parole non dette, di significati, di spazi dell’anima, sono luoghi intimi.
L’elemento naturalistico è per l’artista fonte d’ispirazione ed espressione continua, centro assoluto di una ricerca acuta e sensibile. Maria Gorton esprime la sua poetica pittorica attraverso l’uso del colore, che è protagonista della sua pittura, in un multistrato di iridescenti sovrapposizioni. L’equilibrio formale e la profondità concettuale danno il senso di una pittura colta e inquietante nella sua soffusa e morbida visionarietà.Maria Gorton nasce a Sydney nel 1964 dove vive e lavora. La sua formazione artistica avviene presso la Bachelor of Fine Arts, Painting, National Art School, Sydney, Master of Studio Art, Painting, Sydney College of the Arts, University of Sydney, Master of Visual Art, Painting, Sydney College of the Arts, University of Sydney.
Tra le ultime mostre e premi ricevuti ricordiamo: Wynne Prize Exhibition, Art Gallery of New South Wales, Sydney; Pigments of Imagination, Mary Place Gallery, Paddington, Sydney; Post Graduate Degree Show, SCA, University of Sydney; Blake Prize for Religious Art, National Art School, Sydney; Blake Prize Exceptions Exhibition, Chase Contemporary and Tribal Arts, Sydney; Portals, Mary Place Gallery, Sydney; Participant in Artist in residence programme, Red Gate Gallery, Beijing, China.
Le opere di Maria Gorton sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private tra le tante ricordiamo le opere presenti presso la Barclays Bank di Sydney.
Mostra cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli
Inaugurazione: martedì 7 aprile 2009 alle ore 18.30
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel: 06 4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail:info@galleriatondinelli.it
Durata: 7-30 aprile 2009
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel 06 4744300-Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00 |
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In occasione della Giornata del Contemporaneo promossa dalla AMACI, l’Associazione Nazionale dei Musei di Arte Contemporanea d’Italia,
la Galleria Tondinelli presenta la mostra personale di |
| PICCHIO (DIETER SPECHT) |
| “Light art ” |
| a cura di Floriana Tondinelli con un testo di Dalmazio Ambrosioni |
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Inaugurazione: giovedì 18 settembre 2008 dalle 19.00 alle 21.00
Sede: Galleria Tondinelli
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel/fax: 06/4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 18 settembre- 20 ottobre 2008
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel 064744300- Cell. 339 2314606
Catalogo: in galleria con testi di Dalmazio Ambrosioni e Martin Kraft edito per i tipi di CPZ Spa, Bergamo
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00
La Galleria Tondinelli, con il Patrocinio dell’Ambasciata di Svizzera in Italia, in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa dalla AMACI, l’Associazione Nazionale dei Musei di Arte Contemporanea d’Italia, presenta dal 18 settembre al 20 ottobre 2008 la mostra personale di Picchio (Dieter Specht), artista operante ad Arcegno (Canton Ticino). La mostra a cura di Floriana Tondinelli con un testo di Dalmazio Ambrosioni presenterà al pubblico l’ultima ricerca artistica di Picchio la Light-Art. Picchio in questa serie di lavori realizzati appositamente per la mostra romana si confronta con un nuovo mezzo espressivo: la luce artificiale; tecnica che ha interessato diversi artisti contemporanei ma che vede nella composizione poetica di Picchio un utilizzo del tutto originale, nell’opera convivono in armonia l’elemento luce ed il suo stile a segmenti, tecnologia e arte tradizionale. Nell’opera di Picchio, la luce si sviluppa e si rilancia nel rapporto tra i volumi e la posizione nello spazio. Luce e colore, vengono esaltati quando le forme diventano oggetti e rilanciano luce e colore attraverso la mobilità nello spazio. Se la Geometria e la prospettiva fanno, per così dire la loro parte, c’è un elemento tonale che diventa essenziale, ed è la luce. La luce che pare alitare sulla superficie, che anima il movimento, che interpreta la qualità dell’evocazione. Una luce, delicata, raffinata, sottile, quasi impalpabile, eppure richiamata in gradazioni diverse. Ogni intervento, anche minimo, crea una variazione, un riflesso tonale diverso attraverso la scelta armoniosa con la quale applica il colore sulle superfici. Le notevoli diversità stilistiche tra le varie disposizioni del colore, portano ad un’ampia gamma di stesure luminose, che variano a seconda dei concetti messi in opera ed espressi con formulazioni stilistiche specifiche e non generiche, di maniera. L'artista per meglio esprimere questo concetto essenziale legato alla luce artificiale ha elaborato un sistema che consente alle opere di essere luminose, attraverso cablaggi, morsetti, e il processore collocati nel retro di ciascuna opera. Il sistema è facilmente sostituibile con un consumo quasi nullo di corrente. I LED hanno una durata di 50.000 ore, con un uso medio di circa 8 ore per un periodo di 40-50 anni.
Tra le ultime mostre ricordiamo tra le più importanti: Hyposwiss Privatbank, Zürich, (Switzerland); Galleria D’ArteCon, Ascona, (Switzerland); CASO, Art Center, Osaka, (Japan); Caelum Gallery, New York (U.S.A); "Arte in azienda"- Interroll, San'Antonino, Ascona, (Switzerland); Galleria Tondinelli, Rome (Italy); Art Center Berlin, Friedrichsstr. 134 (Germany); Galleria D’ArteCon, Ascona, (Switzerland) Sabato 4 ottobre 2008 apertura straordinaria per la Giornata del Contemporaneo promossa dalla AMACI
Mostra cura di Floriana Tondinelli
Inaugurazione giovedì 18 settembre 2008 dalle 19.00 alle 21.00
Dal lunedì al venerdì dalle 10.30-12.30 e dalle 16-19
Galleria Tondinelli V. Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
tel. 06/4744300
www.galleriatondinelli.it E-mail:info@galleriatondinelli.it |
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| mostra personale di |
| MARCELLO AVENALI |
| “La Roma di Ieri e la Roma di Oggi” |
| a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli |
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La Galleria Tondinelli presenta dal 1 al 23 luglio 2008 la mostra 'La Roma di Ieri e la Roma di Oggi. Opere di Marcello Avenali a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli, con presentazione del libro "Roma al Rogo" di Costanzo Costantini e Marina Ripa di Meana, L'Arione Editrice Roma. La mostra presenta una raccolta di opere dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, dipinti, disegni, con soggetto Roma, la Roma di ieri tanto cara all'artista e a chi come lui era protagonista della vita culturale e non solo della città Eterna e la Roma di oggi descritta nel libro Roma al Rogo, con storie di sesso, droga e malcostume. I due autori Costanzo Costantini e Marina Ripa di Meana raccontano senza peli sulla lingua i mali della città Eterna, intrecciandoli al ricordo di molti episodi e incontri vissuti in prima persona. L'opera di Marcello Avenali ha percorso mezzo secolo Novecento fino al 1981 anno della sua morte. Dagli inizi riferiti alla Scuola Romana, -fronte figurativo- di punta dell'arte italiana dell'epoca, in chiave di un moderato espressionismo alle ultime ricerche informali. L'evoluzione della sua ricerca espressiva si avvia nello studio di Villa Strohl-Fern prima e poi negli incontri con Sironi, con Efisio Oppo, con Fausto Pirandello, con Renato Guttuso, con Virgilio Guzzi e Andrè Verdet.
Mostra cura di Floriana Tondinelli
Inaugurazione martedì 1 Luglio 2008 dalle 18.30 alle 20.30
Dal luned&grave al venerd&grave dalle 10.30-12.30 e dalle 16-19
Galleria Tondinelli V. Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
tel. 06/4744300
www.galleriatondinelli.it E-mail:info@galleriatondinelli.it |
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| mostra personale di |
| YOU SUN YUN |
| “Corea. Alchimie” |
| a cura di Floriana Tondinelli |
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La Galleria Tondinelli presenta dal 3 al 20 giugno 2008 la mostra personale di You Sun Yun, artista nata a Seoul nel 1973 nella Corea Del Sud che espone per la prima volta in Italia dal titolo "Corea. Alchimie". La mostra curata da Floriana Tondinelli presenta una selezione di lavori degli ultimi anni.
Nella ricerca pittorica di You Sun Yun come nella migliore arte coreana di delineano elementi che sono frutto della sintesi di influenze cinesi e tradizioni indingene come l'uso di colori vivaci, forme naturali e superfici molto decorate. I soggetti sono spesso figure che si stagliano in una costruzione molto variopinta ed elaborata. Le atmosfere che l'artista crea sono parte fondamentale dell'opera, un'alchimia con più significati. Ogni dettaglio, ogni passaggio di colore è ben studiato e nessun elemento, nessun segno è lasciato al caso. Questa elaborazione dona all'opera nella sua realizzazione ultima, una sua magnificenza e il soggetto protagonista della rappresentazione diventa il centro dell'universo pittorico dell'artista. L'essere umano al centro dell'universo un tema affrontato da molti artisti nel corso dei secoli, tema immortale e di costante confronto per ogni generazione, razza, etnia. E' interessante com You Sun Yun interpreta questo argomento e comunica la sua idea dell'essere umano, e dei sentimenti che esprime dell'essere umano, e dei sentimenti che esprime, attraverso la sua tecnica pittorica, i suoi colori molto vivaci, intensi, vibranti, puri.
Mostra cura di Floriana Tondinelli
Inaugurazione martedì 3 giugno 2008 dalle 18.30 alle 20.30
Galleria Tondinelli V. Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
tel. 06/4744300
www.galleriatondinelli.it E-mail:info@galleriatondinelli.it |
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| mostra personale di |
| TERESA PICORNELL |
| “Inside. Frammenti interiori” |
| a cura di Floriana Tondinelli |
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La Galleria Tondinelli in occasione della Primaverile Romana 2008 promossa dall’Associazione Romana Gallerie d’Arte Moderna (A.R.G.A.M.) presenta dal 13 al 30 maggio 2008 la mostra personale di Teresa Picornell, artista spagnola, operante a Palma di Maiorca che espone per la seconda volta in Italia dal titolo “Inside. Frammenti interiori”. La mostra curata da Floriana Tondinelli presenta 20 opere di recente produzione realizzate da Teresa Picornell per l’occasione e dal 20 al 27 maggio l’esposizione cambierà con opere rinnovate. La pittura di Teresa Picornell fa sognare lo spettatore ad occhi aperti, i soggetti e gli elementi che compongono le sue opere si relazionano in una reciprocità indeterminata, come se ciascuno fosse assorto nella contemplazione di se stesso, come se avesse una vita propria. Questo è il frutto della ricerca costante dell’artista nell’analisi del proprio percorso interiore che esprime e comunica allo spettatore che osserva attraverso le sue opere. Il silenzio è un luogo in cui raccogliersi dove poter essere in contatto con noi stessi dove riflettere dove confrontarsi per Teresa Picornell esprimere il silenzio è esprimerlo nelle sue opere attraverso una sfumatura di colore, in una composizione pittorica, in un soggetto, in una dimensione. L’artista si confronta costantemente con i grandi temi dell’animo umano. Per ogni artista realizzare un’opera è un momento di confronto con se stesso e la tela con i colori i mezzi per esprimersi. Nelle opere di Teresa Picornell tutto questo avviene in un costante equilibrio e in una forte espressione di comunicazione. «[….] Teresa Picornell tenta di dipingere il silenzio, la divina musica del silenzio della quale parlava Boris Pasternak, attraverso la magia di colori tenui, soffusi evanescenti» (Costanzo Costantini). «Dipingere il silenzio implica una riflessione sul rumore... e dipingerlo, conduce a qualcosa di bello, ad alcuni istanti di armonia e di pace. Il colore trasforma positivamente la realtà quotidiana» (Teresa Picornell).
Mostra cura di Floriana Tondinelli
Inaugurazione martedì 13 maggio 2008 dalle 18.30 alle 20.30
Orari: Lunedì-Venerdì 10.30-12.30 e 16.00-19.00
Galleria Tondinelli
V. Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Roma
www.galleriatondinelli.it E-mail:info@galleriatondinelli.it
tel. 06/4744300 |
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| mostra personale di |
| MARK KOSTABI |
| “Celebration” |
| a cura di M. Stella Càstano e Floriana Tondinelli |
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In occasione del suo 8° anniversario la Galleria Tondinelli presenta una prestigiosa mostra dedicata a Mark Kostabi, artista e compositore, californiano di nascita, diviso nella sua attività tra New York e Roma.
“Celebration” il titolo della mostra perché cade proprio nei 20 anni di attività del Kostabiworld, la sua factory che si trova a New York ed è organizzata con criteri di efficienza industriale. La mostra, curata da Maria Stella Càstano e Floriana Tondinelli, presenta circa 22 opere, tra cui 14 olii e 8 serigrafie create tra il 1990 e il 2007 che danno una completa panoramica dell’arte di Kostabi e mettono in evidenza i due mondi dell’artista: l’America anni ‘60 e la tradizione italiana.E’ presente in mostra anche il Kostabi compositore. Infatti il sottofondo musicale che accoglierà il visitatore è firmato dall’artista. Si tratta del suo secondo CD “Songs for Sumera”.Celebrazione romana, dunque, per Kostabi che, dai più grandi musei americani quali il Metropolitan e il Guggenheim - passando per Roma al Museo Nazionale d’Arte Moderna nel 2006 e al Chiostro del Bramante - approda alla Galleria Tondinelli.
Kostabi, nato nel 1960 e arrivato a New York nel 1982, è figlio della nuova concezione dell’arte introdotta da Andy Warhol, quella di un’arte democratica, per tutti. Dal punto di vista stilistico Warhol e Kostabi hanno poco in comune anche se sono entrambi artisti legati alla figurazione. Se Warhol usava il supporto fotografico, le tecnologie tipografiche, le repliche di un’immagine anche in una stessa opera, Kostabi ama la tradizione. Adotta spesso la prospettiva rinascimentale, non utilizza supporti meccanici e pratica una pittura ispirata ai grandi esempi del passato: il chiaroscuro di Caravaggio, lo sfumato del Perugino, il surreale di Magritte, la melanconia di De Chirico, riportandoli nelle sue opere comunque così diverse dalle fonti d’ispirazione. Se Warhol è iconico, Kostabi è narrativo e nel suo continuo rinnovarsi nelle figure e nelle composizioni ricorre sempre a uno stesso tipo di figura: un manichino dalla silhouette bianca dotata di spessore volumetrico. Asessuata, senza volto, senza capelli, può far pensare al manichino di De Chirico o, da un certo punto di vista, in maniera corretta e riveduta, ai pupazzi di Keith Haring. Kostabi è anche l’autore del bellissimo bronzo dedicato a Papa Giovanni Paolo II e donato al Comune di Velletri, in Provincia di Roma. Bronzo che presenta tre angeli che sembrano trasportare lietamente in cielo il Papa più amato.
La Galleria Tondinelli vi aspetta il 23 aprile per l’inaugurazione dalle 18.30 alle 20.30. Sarà presente anche l’artista che ci allieterà con la Sua musica al pianoforte.
Mostra cura di M. Stella Càstano e Floriana Tondinelli
Orari: Lunedì/sabato 10.30 - 12.30 e 16.00 19.00
Galleria Tondinelli
V. Quattro Fontane, 128/a
Roma
info@galleriatondinelli.it
tel. 06/4744300 |
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| doppia mostra personale di |
| SIGA E VINCENSINI |
| “Melodia Corsica ” |
| a cura di Floriana Tondinelli |
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Inaugurazione: giovedì 3 aprile 2008 ore 18.30-20.30
Sede: Galleria Tondinelli
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel: 06 4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 3- 22 aprile 2008
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel 06 4744300-Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00
La Galleria Tondinelli presenta dal 3 al 22 aprile 2008 la doppia mostra personale di Siga e Vincensini, artisti corsi, operanti a Borgo dal titolo “Melodia Corsica” a cura di Floriana Tondinelli.
Siga, è una pittrice minimalista che lavora con i colori in un gioco permanente di sfumature rivelandoci una pittura sottile, serena, che porta lo spettatore a sognare attraverso suggestioni profondamente incise nel patrimonio emozionale. Siga unisce immagini di oggetti isolati e sognanti nello stesso ripiano della tela, senza che il tempo e lo spazio possano partecipare all’evento espressivo e figurativo: trasmutazioni di immagini di oggetti isolati nello spazio.
Vincensini arriva a una sua maturità artistica, con audacia e con un controllo sui mezzi e sugli effetti della sua pittura. I suoi dipinti suscitano una forte emozione arricchita dalle esperienze e dalla vita di un artista sensibile e segreto, a volte tormentato. Tema principale della sua opera è il recupero di una figurazione esoterica e primitiva, con valenze espressioniste nella fattura delle immagini, simboliste in virtù della simbiosi attuata dalle sue figure metamorfiche, e impressioniste nei segni che il magma dei colori dispiega in modo inconscio. Le sue figure vivono in simbiosi con la natura per esprimere una sorta di rinascita, rinascita nella pittura.
La Corsica ha, più che generato correnti artistiche o di pittura, importato le culture pisana e genovese.
Il museo Fesch di Ajaccio ospita la più vasta collezione di pitture italiane in Francia dopo quella del Louvre.
Nel XIX secolo qualche artista corso si fa notare frequentando le scuole di grandi città francesi (Charles-Fortuné Guasco, Louis Pelligriniles...). Certi andranno fino al premio di Roma o saranno esposti nei Saloni parigini. Più tardi, l’isola contribuerà all’effervescenza artistica accogliendo, alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX, artisti maggiori venuti a cercare in Corsica la luce particolare del Mediterraneo. Fra questi: Matisse, Fernand Léger, Utrillo e sua madre Suzanne Valadon, Signac e l’americano Whistler. Meno precursori e tuttavia della stessa generazione, pittori insulari come Lucien Peri, François Corbellini, Pierre Dionisi o Jean-Baptiste Pekle sono sinonimi del rinnovamento artistico della Corsica dopo la Prima Guerra mondiale. La maggior parte ha trovato ispirazione negli stupendi paesaggi dell’isola. In questo tessuto culturale emergono tra gli altri gli artisti Siga e Vincensini. |
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| mostra personale di |
| SOSHANA |
| “Nel segno di Picasso ” |
a cura di Costanzo Costantini, critico d’arte de “Il Messaggero” e Floriana Tondinelli.
Sotto il Patrocinio del Forum Austriaco di Cultura a Roma |
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Inaugurazione: martedì 4 marzo 2008 ore 18.30-20.30
Sede: Galleria Tondinelli
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel: 06 4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 4- 29 marzo 2008
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel 06 4744300-Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00
La Galleria Tondinelli presenta dal 4 al 29 marzo 2008 la mostra personale di Soshana, artista austriaca, operante a Vienna dal titolo “Nel segno di Picasso” a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli.
Soshana (Vienna 1927) dopo i primi anni giovanili passati in Austria emigra nel 1941 negli Stati Uniti dove frequentò the Washington Irving High School, New York. Nel 1948 presenta la sua prima grande mostra nel Circolo de Bellas Artes, Havanna.
Nel 1952 dopo aver lasciato gli Stati Uniti si reca a Parigi con non poche difficoltà specialmente per un artista con origine austriaca, donna e madre.
Fra i meriti di Soshana la sua abilità di posizionarsi in una scena artistica dominata da uomini in un momento storico in cui nasceva l’avanguardia, incontra a Parigi le più importanti personalità artistiche e della scena culturale di quel tempo tra tutti Picasso e Giacometti sviluppando con loro amicizie personali. Picasso nel 1954 le dedica un ritratto. In quegli anni si susseguono mostre in tutto il mondo Londra, New York, Johannesburg, San Paulo. Nel 1961 espone presso il Musèe Picasso ad Antibes nel Sud della Francia. Nel 1974 ritorna a New York dove rimarrà per 10 anni. Dal 1985 si ristabilisce a Vienna dove vive e lavora.
Venerdì 7 marzo 2008 verrà presentato a Vienna un francobollo speciale di Euro 0,55 realizzato da Soshana per la serie "Modern Art in Austria" per le Poste Austriache.
Soshana ha esposto in tutto il mondo con una serie di personali e collettive, tra le tante ricordiamo:
Circolo de Bellas Artes, Havanna, Museum of Modern Art Sao Paulo, Israelitische Kultusgemeinde, Zurich, Cuba, Salon des Réalités Nouvelles, Paris, Musée Picasso, Antibes, France, National Museum of Modern Art, Mexico, Mexico, Palais Pàlffy Vienna, Musée Matisse, Le Caveau-Cambrésis, France, Lentos Kunstmuseum Linz, France, Jewish Museum, Vienna, Kunstmesse, Graz, Austria, Fondation Lesur, Fresnoy le Graud, France,
Palais Harrach, ViennaKanzleizentrum, Jewish Community Center, Salzburg.
tra le ultime:
Agora Gallery,Chelsea, New York, Givatayim Theater, Israel, Khalil Sakakini Cultural Center, Ramallah, ARC Gallery, Chicago.
Inoltre abbiamo il piacere di annunciare un’importante mostra retrospettiva MultiMedia Soshana exhibition presso il Yeshiva University Museum, New York, N.Y., U.S.A.
gennaio-aprile 2009.
Per ulteriori informazioni, visitate: www.soshana.com |
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| mostra personale di |
| PHILIPPE RINGLET |
| “Rarefazioni” |
a cura di Floriana Tondinelli.
Sotto il Patrocinio dell’Ambasciata del Belgio a Roma |
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Inaugurazione: martedì 5 febbraio 2008 ore 18.30-20.30
Sede: Galleria Tondinelli
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel/fax: 06/4744300 www.galleriatondinelli.it
E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 5- 22 febbraio 2008
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel. 064744300-Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00
La Galleria Tondinelli presenta dal 5 al 22 febbraio 2008 la mostra personale di Philippe Ringlet, uno tra i più interessanti pittori belgi, operante a Monthey (Svizzera) dal titolo “Rarefazioni” a cura di Floriana Tondinelli.
Philippe Ringlet ha dipinto per più di 15 anni tenendo il suo lavoro privato. La passione per la pittura ha sempre prevalso nella sua attività, spingendolo con entusiasmo a realizzare dal 2002 tutte le idee espressive che conservava da tempo portando a termine quelle che erano opere abbozzate incomplete o semplicemente studi preparatori.
La pittura di Philippe Ringlet ritrae la realtà normale, quotidiana, i soggetti scelti dall’artista sono principalmente nature morte, brocche, piatti, utensili da cucina, che vengono collocati nella composizione attraverso l’uso del colore, della luce, della forma che convivono in un’atmosfera surreale e rarefatta.
L’artista belga esprime il mistero della realtà nella lucida visione di un pensiero in immagini, con colori trasognanti, bagnati nella luce.
I soggetti e gli elementi che compongono le opere di Ringlet si relazionano in una reciprocità indeterminata, come se ciascuno fosse assorto nella contemplazione di se stesso, come se avesse una vita propria. L’artista possiede al meglio la tecnica della prospettiva e del rilievo attraverso l’uso esclusivo degli oli e riveste con sottili trasparenze e colpi di luce le sue composizioni evidenziandone la forma e l’anima.
Philippe Ringlet ha iniziato ad esporre nel 2002 con una serie di personali e collettive, tra le tante ricordiamo le seguenti mostre:
Galerie d’Arfi- Lausanne (Svizzera)
Galerie Ollier- Fribourg (Svizzera)
Galerie Vendome Paris (Francia)
Agora Gallery New York (U.S.A.)
Galerie Nievergelt- Zurich (Svizzera) |
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| mostra personale di |
| HAAKON GULLVAAG |
| “Selected works ” |
a cura di Elisabeth Hartmann Krafft e Floriana Tondinelli.
testo di Carlo Fabrizio Carl
Sotto il Patrocinio dell’Ambasciata di Norvegia in Italia |
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Inaugurazione: mercoledì 7 novembre 2007 ore 18.30-20.30
Sede: Galleria Tondinelli
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel/fax: 06/4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 7 novembre- 3 dicembre 2007
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel/fax 064744300-Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00
La Galleria Tondinelli presenta dal 7 novembre al 3 dicembre 2007 la mostra personale di Haakon Gullvaag, il più celebre e significativo pittore norvegese, dal titolo “Selected works” a cura di Elisabeth Hartmann Krafft e Floriana Tondinelli con un testo di Carlo Fabrizio Carli.
«Nel suo Paese, Gullvaag, benché la sua pittura sia tutt'altro che rassicurante, con esiti sorprendenti che possono, talvolta, apparire perfino irritanti a sensibilità più immediate, costituisce una specie di artista ufficiale, cui sono stati affidati i ritratti – genere, del resto, interpretato dal Nostro in forme assai personali – dei sovrani e delle maggiori autorità politiche, oltreché dell’aristocrazia finanziaria e culturale.
Cosa motiva l'interesse nei confronti dei quadri di Gullvaag? Innanzitutto la qualità tecnica, notevolissima, della sua pittura, messa a punto e affinata durante un trentennio di attività, che, da sola, vale a fissarne la statura magistrale. Gullvaag è un artista perennemente insoddisfatto dei suoi quadri, affidati a un'elaborazione lenta, che può durare, a volte, anche molti anni, durante i quali le tele vengono ripetutamente riprese in mano, modificate, integrate. Non di rado, è proprio l'occasione di una mostra che induce il pittore al distacco definitivo dalle opere.
L'altro motivo di attrazione consiste in una dimensione immaginativa e in un linguaggio assolutamente personali in cui l'artista convoglia esperienze autobiografiche (della propria adolescenza, dell’educazione dei figli) nonché rimandi e citazioni, magari imprevedibili, degli artisti più amati (Vermeer, Goya, Manet, Pollock, Bacon) ma anche di propri quadri precedenti; fantasmi della memoria, spunti offerti dall'esistenza quotidiana e perfino testimonianze, seppure filtrate e a prima vista insospettabili, di forte impegno civile.
Gullvaag ragazzo fu, infatti, fortemente coinvolto dalla guerra del Vietnam, da lui eretta ad emblema di una condizione di violenza cieca e crudele, pronta a colpire e ad uccidere, che oggi travalica quella determinata vicenda storica, per adombrare la non meno cieca e crudele violenza dei conflitti dei nostri giorni.
Quegli gnomi in mimetica ed elmetto, armati di mitra; quei coboldi rivestiti di minuscole quanto impeccabili armature d’acciaio o di cappotti militari, che gremiscono le poltrone di Gullvaag, costituiscono, di tale attitudine, una testimonianza evidente e dichiarata.
Pittura, quella del maestro norvegese, di evidente impronta surreale (talvolta vi scorgi echi, introiettati e tutti reinterpretati in toni personali, della pennellata ondivaga di un Dalì; talaltra qualche elemento ti evoca alla memoria nientemeno un Bosch, magari con quell'uovo crinato e sospeso in orizzontale a mezz'aria, in una tela come Territorio), ma che si qualifica come perentoriamente figurale. Eppure queste stesse tele esibiscono una forte componente che, per brevità, si potrà definire informale, e che, più propriamente, rimanda all'Action Painting statunitense: macchie, colature, pennellate di natura gestuale.
Ma soprattutto quello che colpisce sono, specie nei ritratti, quelle dissolvenze, quelle perdite di focalizzazione e, al tempo stesso, quell'afflosciarsi di sostanza vitale, ma altresì quel gettare la sonda nei segreti più riposti dell'esistenza, che rinviano alla lezione capitale di un Francis Bacon. Di vago sapore baconiano riesce anche il bestiario di Gullvaag: agnelli, cavalli, vitellini, spesso riassunti nel solo teschio scarnificato, a sua volta pittoricamente affidato alla dissolvenza. La predilezione per animali di tenera età testimonia, aldilà dell'aggressione di marca surrealista al fisico sembiante, la persistenza nel pittore di un sentimento di cosmica pietas.
Non solo pittori ispirano l'arte di Gullvaag (basti qui citare Parafrasi di Goya, omaggio all'artista più amato), ma anche grandi scrittori, come Oscar Wilde e colui che è un altro grande nume tutelare della cultura norvegese, il drammaturgo Henrik Ibsen. Nel secondo caso, Gullvaag può trarre ispirazione dalla stessa effigie dello scrittore, elaborata in una nutrita sequenza di varianti (ed è stato il tema di una mostra ambientata nel Teatro Argentina di Roma), ovvero dar vita a una galleria ovviamente immaginaria dei personaggi di uno dei suoi testi più famosi, liberi e ariosi: il Peer Gynt [….] » (Carlo Fabrizio Carli).
La serie figurativa, una ricca parafrasi delle immagini conosciute di Ibsen è divenuta un'opera d'arte nuova ed originale. Questi ritratti sono stati in mostra al Teatro Argentina in Roma durante il mese di marzo 2006 e presso Palazzo Chigi in Ariccia nel giugno 2006. Successivamente sono stati esposti presso la National Library a Dublino.
Haakon Gullvaag ha ricevuto il prestigioso incarico di eseguire i ritratti a figura piena del Re Harald V di Norvegia e della Regina Sonja di Norvegia per il Municipio di Oslo, il Palazzo Reale e l'Ambasciata di Norvegia a Londra.
Le sue opere sono presenti nelle seguenti collezioni:
The National Gallery, Oslo; National Museum of Art, Architecture and Design; Art Council of Norway; H.M. Queen Sonja’s Art Collection; Bergen Gallery of Art; Art Museum of Northern Norway; Trondheim Art Museum; Rogaland Art Museum; Lillehammer Art Museum; City of Oslo Art Collection; Art Museum of Southern Norway; Skien Art Gallery; Ministry of Foreign Affairs. |
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| mostra personale di |
| FELIPE HODGSON |
| “La musica della città ” |
a cura di Costanzo Costantini, critico d’arte de “Il Messaggero” e Floriana Tondinelli.
Embajada de España en Italia
sotto il Patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e con il Patrocinio del Governo delle Canarie
testo di Fernando Castro Borrego, professore di Storia di Arte Contemporanea,
Università di la Laguna, Spagna |
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Inaugurazione: mercoledì 12 settembre 2007 ore 18.30-20.30
Sede: Galleria Tondinelli- Complesso Monumentale di San Carlino
alle Quattro Fontane - Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel/fax: 06/4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 12-27 settembre 2007
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel/fax 064744300-Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00
La Galleria Tondinelli presenta dal 12 al 27 settembre 2007 la mostra personale di Felipe Hodgson, artista spagnolo operante a Santa Cruz- Tenerife dal titolo “El Color” a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli con un testo di Fernando Castro Borrego.
« C'è un posto per la pittura di paesaggio nel nuovo sistema delle arti che si delinea nell'era della scomparsa del paesaggio? Questa domanda che può sembrare retorica, è stata una risposta affermativa per Felipe Hodgson. Il naturalismo è divenuto una categoria estetica proscritta nell'arte contemporanea. L'impressionismo fu l'ultimo movimento naturalista che contemporaneamente era edonista. I tentativi di riproporlo nel XX secolo, come quello che assalì Pierre Bonnard accentuando gli aspetti edonisti, non fecero che la critica cambiasse detto giudizio avverso, soprattutto a partire da che le avanguardie imposero un modello di rappresentazione essenziale.
[….] C'è stata sempre pittura di paesaggio, e non sembra che stia scomparendo. Perfino possiamo rischiare l'ipotesi che prima sparirà l'oggetto, la natura, che la sua rappresentazione, (il paesaggio). È un'ipotesi sinistra, ma cosa possiamo farci, sappiamo già che la nostalgia produce queste situazioni paradossali. [….] Felipe Hodgson è architetto oltre ad essere un pittore. [….] Quando dipinge sembra che voglia riprodurre l'esistenza di un paradiso che la cultura urbana nega tenacemente all'uomo. Si tratta del diritto a vedere il paradiso ed a vivere immaginariamente in lui. Questo è il senso della sua opera. Chi può decretare che l'edonismo implicito in questa proposta sia qualcosa di brutto senza incorrere contemporaneamente in una forma di puritanesimo difficilmente difendibile. È migliore continuare a mortificarsi con produzioni artistiche che hanno sradicato il piacere del campo dell'esperienza estetica? Esperienze concettuali che non arrivano mai al livello speculativo della filosofia e sono assolutamente sterili nel terreno dell'azione politica. Dipingere un frammento del paradiso può svegliare la coscienza conservatrice meglio che le fredde denunce formulate in un video o un'installazione, se veramente quello che c'interessa è che si salvi un poco la natura che rimane da salvare» (Fernando Castro Borrego). |
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| mostra personale di |
| DOMENICO COLANTONI |
| “Moravia Ulteriore ” |
a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli,
testi di Renato Barilli, Costanzo Costantini, Renzo Paris |
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Inaugurazione: mercoledì 11 luglio 2007 ore 18.30
Sede: Galleria Tondinelli- Complesso Monumentale di San Carlino
alle Quattro Fontane - Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel/fax: 06/4744300 www.galleriatondinelli.it E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 11-31 luglio 2007
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel/fax 064744300-
Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00
La Galleria Tondinelli presenta dall’11 al 31 luglio 2007 la mostra personale di Domenico Colantoni Moravia Ulteriore, a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli, con testi di Renato Barilli, Costanzo Costantini, Renzo Paris. L’esposizione ha il pregio di illustrare un Moravia inedito ritratto da Domenico Colantoni in tutte le sue forme e in tutte le pose, a figura intera, frammentarie, camuffato da Belzebù, da donna lungo chioma dalla bocca scarlatta e dagli occhi bistrati di nero-blu, perfino da Hitler.
La mostra Moravia Ulteriore che è stata presentata a Roma nei primi anni Ottanta alla presenza dello scrittore alla Galleria Toninelli nella sede Piazza di Spagna, viene riproposta a distanza di 25 anni in occasione del Centenario della nascita di Moravia.
« [….] Domenico Colantoni, il pittore e filmaker italiano molto conosciuto anche all’estero e che ha ritratto personaggi della scena internazionale, fra i quali il compianto geniale cineasta Robert Altman (il ritratto è esposto al Macro in Roma), ha conosciuto Alberto Moravia, specialmente l’Alberto Moravia segreto, molto meglio di altri, meglio anche di quanto non lo avessero conosciuto le sue donne. Egli aveva intrattenuto con lo scrittore romano rapporti speciali, lo aveva ritratto in tutte le sue forme [….] Renato Barilli scriveva in occasione della mostra: “ L’incontro di Domenico Colantoni con un grande scrittore come Moravia non è di quelli fortuiti e occasionali che nascono più che altro da una committenza esterna. L’esistenza di un vincolo assai più interno e organico è testimoniata dalla stessa ossessione con cui l’artista ha insistito nel produrre non già un solo ritratto dello scrittore, bensì una serie nutrita. Inoltre, chi conosce i due anche solo di sfuggita sa che tale rapporto continua anche nella vita privata, dove Colantoni non si stanca di osservare da vicino, di inseguire quella che sembra ormai essere divenuta la sua preda preferita”. Nelle prime pagine del catalogo era riprodotto il profilo che Moravia aveva schizzato di Colantoni nel 1982. Colantoni aveva inoltre girato dei film sul Moravia privato, sulle tendenze sessuali ed erotiche dello scrittore.
Nel contesto delle manifestazioni indette dal Comune di Roma in occasione del Centenario della nascita dell’autore degli Indifferenti, questa mostra rappresenta un documento unico ed esplosivo, che non dovrebbe lasciare indifferente nessuno, o almeno nessuno di coloro che amano la realtà e non la finzione, la verità e non la retorica ufficiale» (Costanzo Costantini). |
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| mostra personale di |
| FEDERICO FELLINI E ALTRI |
| “Fellini la pittura e gli artisti che amava ” |
| a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli |
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Inaugurazione: mercoledì 9 maggio 2007 ore 18.30
Sede: Galleria Tondinelli- Complesso Monumentale di San Carlino alle Quattro Fontane
Indirizzo: Via Quattro Fontane, 128/a - 00184 Roma
Tel/fax: 06/4744300 E-mail: info@galleriatondinelli.it
Durata: 9 maggio- 8 giugno 2007
Organizzazione e ufficio stampa: Galleria Tondinelli Tel/fax 064744300- Cell. 339 2314606
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00
La Galleria Tondinelli presenta dal 9 maggio all'8 giugno 2007 la mostra Fellini La pittura e gli artisti che amava, a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli.
" [….] Federico Fellini aveva incominciato a disegnare e a fare schizzi, caricature e vignette sin dall'adolescenza. A quindici- sedici anni aveva eseguito le caricature dei balilla moschettieri nel campeggio di Verrucchio, la località ad una ventina di chilometri da Rimini, che nel 1936 erano state pubblicate dal numero unico "La Diana" dell'Opera Balilla della città natale. Nello stesso anno aveva aperto con il pittore Demos Bonini la "Bottega dell'Artista", che sorgeva presso il Duomo e nella quale facevano caricature su ordinazione, anche a domicilio.
Racconterà in seguito Fellini: "Sin da piccolo ero affascinato dalla figura del pittore e ci fu un momento negli anni dell'adolescenza in cui pensavo seriamente che avrei fatto anch'io il pittore. I disegnatori, i caricaturisti, i pittori, anche quelli che dipingevano le Madonne sui marciapiedi, mi incantavano. "Sarà questo il mio mestiere", mi dicevo. Non pensavo che mi sarei dedicato al cinema, che avrei fatto l'attore, lo sceneggiatore, il regista. [….]
Oltre Demos Bonini, un altro dei suoi maestri era Giuseppe Zanini, in arte Nino Za, il quale durante l'estate faceva le caricature dei personaggi che folleggiavano sulle terrazze del Grand Hotel, che Fellini vedeva come un palazzo incantato, emblema del lusso e del fasto, dell'Oriente Favoloso [….]. Nino Za, che aveva il privilegio di farne le caricature, era diventato per lui una figura leggendaria, ma aveva potuto conoscerlo soltanto più tardi a Roma, stabilendo con lui un'amicizia destinata a durare per tutta la vita, come quella con Rinaldo Gèleng, il pittore di origine tedesca che aveva conosciuto nello stesso periodo nella capitale.
Cinema e pittura
[….] Fellini pensava che quello del cinema è un linguaggio specifico, autonomo, indipendente, che non somiglia a nessun altro linguaggio, ne al teatro, ne alla letteratura, ne alla musica, meno che alla pittura. Soleva dire: "Il cinema è un'arte che non ha nulla a che fare con le altre arti. Ma è imparentato geneticamente con la pittura, perché l'uno e l'altra non possono esistere senza la luce. L'immagine è luce. Il cuore di ogni cosa, sia per il cinema che per la pittura, è la luce. Nel cinema la luce viene prima del soggetto, della storia, dei personaggi, è la luce che esprime quello che un cineasta vuole dire. Nella pittura la luce viene prima del tema, della tavolozza, dei colori, è la luce che esprime quello che un pittore vuole rappresentare. Qualche critico ha detto che io sono un regista "pittorico", ma non poteva farmi un elogio più grande [….]".
Fellini forse ignorava che Gore Vidal, lo scrittore americano esperto anche di cinema, lo considerava un eccezionale artista-pittore, arrivando al punto di definire la sua cinematografia una straordinaria pinacoteca.
Oltre Rinaldo, Giuliano e Antonello Géleng, che avevano lavorato a lungo per lui e che facevano parte del suo universo affettivo, sono molti gli artisti moderni che, in varia misura, Fellini ammirava, o amava per affinità creativa, o considerava dotati di grande talento, in possesso d'un proprio stile, d'una propria sigla. Fra quelli che ammirava, Picasso, Giorgio De Chirico, Balthus, Scipione, Sironi. Fra quelli che amava per affinità creativa, i pittori tendenzialmente visionari, surreali o surrealisti, metafisici, come (oltre a Giorgio De Chirico), Savinio, Delvaux, Magritte, Dalì, Chagall, Carrà, Morandi, De Pisis, Clerici, Leonor Fini, Folon, Guarienti. Fra quelli che considerava dotati di grande talento o in possesso d'un proprio stile, d'una propria sigla, Trubbiani, Mafai, Rosai, Campigli, Guttuso, Mitoraj, Sughi, Vespignani, Scordia, Fallani, Anna Salvatore, Schifano [….] " (Costanzo Costantini).
Gli artisti facenti parte del presente progetto espositivo sono: Federico Fellini, Pablo Picasso, Giorgio De Chirico, Balthus, Scipione, Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Jean-Michel Folon, Mario Sironi, Fabrizio Clerici, Massimo Campigli, Mario Mafai, Renzo Vespignani, Leonor Fini, Gorge Grosz, Renato Guttuso, Carlo Guarienti, Igor Mitoraj, Umberto Mastroianni, Antonio Scordia, Valeriano Trubbiani, Alberto Sughi, Otto Gèleng, Rinaldo Gèleng, Giuliano Gèleng, Orio Gèleng.
La mostra è accompagnata dalle fotografie di Giuseppe Di Caro |
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